Bollettino Clima Europa: venerdì 3 maggio

Gli avvenimenti più importanti della settimana sul clima in Europa e nel mondo

Bollettino Clima Europa: venerdì 3 maggio
Bollettino Clima Europa: venerdì 3 maggio

In Spagna vince il Green New Deal

Il Partito socialista spagnolo (PSOE) guidato da Pedro Sanchez ha vinto le elezioni in Spagna con il 29% dei voti. La maggior parte degli spagnoli hanno scelto il programma di Sanchez che ha offerto una grande piattaforma per la transizione ecologica con al centro la realizzazione di un Green New Deal. Questo è stato inteso come "un nuovo contratto sociale, un nuovo patto tra capitale, lavoro e pianeta" per la "massima efficienza nell'uso delle risorse naturali" e lo sviluppo di "tecnologie meno inquinanti e con un minore impatto sulla biodiversità, in particolare sulle energie rinnovabili e la creazione di posti di lavoro verdi in ogni settore". L'impegno a promuovere un'economia giusta e sostenibile è stato il primo dei sette impegni contenuti nel manifesto del PSOE. In particolare il PSOE ha ottenuto voti nelle regioni delle miniere di carbone dove ha raggiunto un accordo importante per chiudere l'industria. In ottobre, il Governo ha concordato con i sindacati e l'industria di iniettare 220 milioni di euro nelle regioni minerarie nel prossimo decennio, aumentando i regimi pensionistici e la riqualificazione.

Il Regno Unito verso emissioni zero nette al 2050

Dopo che il Parlamento britannico ha passato una mozione del Partito laburista che dichiara l'emergenza climatica, la Commissione sul Cambiamento Climatico (Committee on Climate Change), un corpo indipendente di scienziati e ricercatori creato dal Governo britannico per consigliarlo sull’azione per il clima, ha rilasciato il suo rapporto più importante di sempre. La Commissione consiglia che il contributo del Regno Unito al riscaldamento globale deve essere quello di raggiungere emissioni zero nette entro il 2050. La proposta copre tutti i gas serra, non prevede nessuna compensazione internazionale, comprende i settori dell'aviazione e del trasporto marittimo,  prende in considerazione le emissioni storiche e l'equità del Regno Unito, indica il costo pari a 1-2% del PIL cioè dello stesso costo originariamente calcolato per raggiungere l'obiettivo dell'80% grazie al calo dei costi della tecnologia. La Scozia potrebbe raggiungere l'obiettivo ancora prima - entro il 2045 - e il governo scozzese ha annunciato che avrebbe inserito questo obiettivo nella sua legge sul clima. Ora spetta al Governo adottare legalmente queste raccomandazioni e preparare le politiche per raggiungere gli obiettivi del piano.

Cina leader delle infrastrutture globali ma lontani dallo sviluppo sostenibile

Il secondo Forum dell'iniziativa cinese di una nuova Via della Seta per lo sviluppo delle infrastrutture (Belt and Road Initiative, BRI ) si è svolto a Pechino dal 25 al 27 aprile. Quasi cinquemila partecipanti provenienti da più di 150 paesi e 90 organizzazioni internazionali hanno partecipato. 37 paesi erano rappresentati dai Capi di Stato, inclusa l'Italia. A quasi sei anni dall'annuncio della firma dell'iniziativa diplomatica da parte del presidente Xi Jinping, la BRI ha dovuto affrontare una serie di sfide legate alle questioni geopolitiche, sociali, finanziarie e ambientali. Ma l'attrattiva del modello di sviluppo cinese per i paesi in via di sviluppo rimane alta. In assenza di un modello alternativo, la Cina manterrà la sua leadership nello sviluppo di infrastrutture globali. In molti casi, la sua ricerca di progetti basati sui combustibili fossili, guidata dal profitto economico, dalla considerazione politica, dal vantaggio tecnico e, soprattutto, dalla domanda del paese beneficiario, non si esaurirà facilmente. Per rendere verde la BRI della Cina occorre perseguire un percorso di sviluppo alternativo dal supporto politico e finanziario che non è ancora presente su larga scala. Questa è una sfida profonda non solo per Pechino ma per l'intera comunità globale. La lunga lista dei risultati del Forum, compresi il comunicato finale, il discorso del presidente Xi e le varie coalizioni e iniziative in materia ambientale, è per lo più di natura volontaria, aspirazionale e difficile da rendere operativa. La Cina continuerà ad investire nel carbone fuori dai suoi confini finché la logica degli investimenti interni, le richieste dei paesi beneficiari e la geopolitica dello sviluppo del carbone non subiranno cambiamenti significativi. 

Il ciclone Fani invade l'India e il Bangladesh

Il ciclone Fani, una delle tempeste più forti registrate nel subcontinente indiano negli ultimi decenni, è approdato in India sferzando la costa con venti simili a un grande uragano che soffiano a più di 200 kilometri all'ora. Decine di milioni di persone sono sul sentiero del ciclone. India e Bangladesh hanno evacuato ciascuno più di un milione di persone dalle zone costiere. Gran parte delle coste dell'India e del Bangladesh sono state minacciate da tempeste e le forti piogge hanno causato lo sfondamento dei fiumi. Il ciclone può guadagnare forza supplementare a causa del cambiamento climatico che è stato collegato sia all'intensificazione delle tempeste nelle zone calde e umide che alle gravi siccità che hanno colpite le regioni più asciutte, inclusa l'Italia. 

In evidenza

  • Il 15 maggio i candidati principali a diventare il prossimo Presidente della Commissione europea si sfideranno al dibattito presidenziale. Dalle 21 in diretta su Eurovisione 2019 sarà trasmesso il dibattito in diretta dalla sede del Parlamento europeo a Bruxelles.
  • Il New Your Times lancia la guida sull'alimentazione e il cambiamento climatico: come acquistare, cucinare e mangiare in un mondo che si riscalda.