Cosa può fare l’Europa per l’aria pulita?

Cosa può fare l’Europa per l’aria pulita?
Cosa può fare l’Europa per l’aria pulita?

Anna Gerometta è Presidente dell’associazione Cittadini per l’aria

Dalla qualità dell’aria che respiriamo dipende la nostra salute fisica e il nostro benessere mentale, la produttività e qualità della nostra agricoltura, la tutela del nostro patrimonio naturale e di quello artistico. In Europa muoiono ogni anno 400 mila persone prematuramente a causa dell'inquinamento atmosferico, di cui 60 mila in Italia. A queste si aggiungono le oltre 70 mila morti prematuri in Europa a causa dell’esposizione al biossido di azoto (NO2), prodotto principalmente dai veicoli diesel, di cui oltre 20 mila in Italia.

Analisi indicano che le persone che si ammalano per l’aria in Italia sono ben oltre 10 volte di più e che il costo dell’inquinamento atmosferico per il nostro paese arriva a quasi il 5% del PIL. Nessuno di noi può scegliere l’aria che respira. Ma questo è vero in particolare per alcuni. L’inquinamento atmosferico è, soprattutto nel nostro paese, un problema sociale, che si abbatte in maniera più potente su quelli che meno possono sottrarvisi, che abitano le nostre città nei punti più inquinati, privi di ogni possibilità o alternativa di fuga nei fine settimana e per i quali quella velenosa ed inquinata è l’unica aria a disposizione. 365 giorni all’anno.  Ed è un problema che spiega i suoi effetti malefici in maniera più aggressiva su alcune categorie di persone che vanno, conseguentemente, protette in maniera particolare: i bambini, gli anziani, i cardiopatici e chi già vive uno stato di suscettibilità per una pre-esistente malattia.

L’Europa può – con politiche incisive e ben indirizzate - condurre l’Italia e gli altri Stati membri al raggiungimento del rispetto dei limiti indicati dall’Organizzazione Mondiale della Salute, che sono ben più ridotti di quelli oggi vigenti in base alla normativa europea, ed al riconoscimento della qualità dell’aria come diritto umano:

  • Per ricreare città vivibile in cui non sia più possibile vedere bambini che, dalla nascita e ancor prima, sono immersi in un aerosol di veleni provenienti dalle auto. Questo nonostante sia ormai accertato l’impatto grave che l’esposizione agli inquinanti del traffico produce sugli organi in formazione del bambino e sul feto - a partire dai polmoni il cui sviluppo viene ridotto fino ad un terzo fino al sistema neurologico.
  • Per rifondare un'agricoltura più sostenibile che riduca grandemente le quantità di ammoniaca e metano. Questi oggi vengono prodotti in quantità industriali dagli allevamenti intensivi e dall’utilizzo dei fertilizzanti in agricoltura e sono precursori del particolato e dell’ozono. Tutto ciò peggiora notevolmente la qualità dell’aria che respiriamo anche a grande distanza da dove vengono emessi.
  • Perché si giunga ad ottenere che l'uso dei combustibili solidi sia sempre vietato ove si verificano superamenti dei limiti di legge. I combustibili solidi sono centinaia di volte più inquinanti di altri sistemi oggi utilizzati per il riscaldamento domestico e pur largamente disponibili sul territorio. L'uso dei combustibili solidi deve essere fortemente limitato e sempre sfavorito in considerazione della cancerogenicità del benzo-apirene che ne viene sprigionato e del grave impatto climatico derivante dal black carbon che origina da questa forma di combustione.
  • Perché venga spinta con forza la rifondazione ecologica dei porti e una vera riconversione sostenibile dell’industria marittima. L'auspicio e che l'adozione di un’area a controllo delle emissioni navali nel Mediterraneo (ECA) nel 2023, ma ancor prima, utilizzi carburanti molto più puliti dell’olio pesante oggi utilizzato, adotti sistemi di abbattimento di NOx e polveri e contribuisca a ridurre le proprie emissioni riducendo le velocità.
  • Perché si indirizzino i fondi pubblici esclusivamente ad attività industriali e ad infrastrutture capaci di migliorare al più presto la nostra pesante impronta sulla qualità dell’aria e il clima partendo dai trasporti, oggi la fonte in assoluto più rilevante di inquinamento atmosferico a livello Europeo e italiano.
  • Perché si incrementi subito il sistema di verifica delle emissioni su strada dei veicoli in vendita e in circolazione e si impongano sanzioni dissuasive per le case automobilistiche che violano le norme sulle emissioni.
  • Perché si ridia forma alle nostre città con zone a bassissime emissioni, vietando i diesel entro il 2025 e al più presto i veicoli a benzina. Priorità assoluta deve avere la mobilità sostenibile con l’obiettivo di rendere le nostre città il più possibile car-free, spingendo su ciclabilità, sharing, pedonalità, trasporto pubblico, merci e taxi a zero emissioni. In questo modo possiamo ridurre drasticamente le emissioni di prossimità tanto pericolose per la nostra salute e liberare spazi per le persone e il verde.
  • Perché si incrementi in modo massiccio il verde nelle città e nelle aree metropolitane e periurbane e lungo gli assi di collegamento regionali: ovunque si metta mano ad un’area non già verde o ve ne siano di libere nelle aree ad alta urbanizzazione, si imponga di dare priorità alla piantumazione di alberi che possano assorbire e ridurre le polveri derivanti dal trasporto e dalle restanti attività umane.
  • Perché si dia una forte spinta al telelavoro, al consumo di prodotti locali, alla decarbonizzazione dei veicoli su gomma insieme a una forte razionalizzazione della logistica che riducano al più presto l’impatto del sistema trasporto merci.

Le norme europee in questa materia, così come la condivisione di esperienze dei diversi Stati membri dell’Unione Europea, hanno già consentito di dare una visione e ambizione alle politiche della qualità dell’aria che ora vanno rivivificate. L'obiettivo è costruire un’Europa che tuteli davvero la salute e il benessere delle persone, sostenga politiche di sviluppo veramente sostenibile, ridando il corretto orizzonte agli investimenti dell’industria.