Manifesto per un Green New Deal europeo

Manifesto per un Green New Deal europeo
Manifesto per un Green New Deal europeo

L’Unione Europea, nonostante limiti ed errori, rimane il progetto politico che ha garantito un livello di pace, sicurezza, prosperità, diritti e libertà senza precedenti nella storia del continente europeo. E un modello globale unico di condivisione pacifica della sovranità nazionale per il bene comune. Tuttavia l’Europa di oggi non è sufficientemente attrezzata per affrontare la sfida globale più grande di questo secolo – quella del cambiamento climatico – in modo adeguato e giusto.

Senza una trasformazione più rapida e profonda di tutte le attività umane, per prepararsi agli impatti ed abbattere le emissioni di gas serra, non sarà possibile mantenere un ambiente stabile e vitale, condizione necessaria per una vita prospera e sicura. Già oggi la concentrazione di CO2 in atmosfera ha raggiunto valori senza precedenti nella storia della civiltà umana. Ciò contribuisce alla formazione di eventi meteorologici sempre più estremi e frequenti, come siccità e tempeste, e di processi potenzialmente irreversibili, come la desertificazione, l’innalzamento dei mari e il rischio estinzione di interi ecosistemi terrestri e marini, generando già rilevanti impatti sociali ed economici. La comunità scientifica è chiara: non c’è più tempo per rimandare la trasformazione ecologica.

La sfida del clima è profondamente legata a tutte quelle che mettono in questione il futuro dell’Unione Europea – dalle migrazioni alle disuguaglianze, dal futuro del lavoro alla fiducia nelle istituzioni – e risolvibile pacificamente solo attraverso la cooperazione europea e internazionale. Per garantire un presente e un futuro sicuro, giusto e prospero per tutti i cittadini europei, il nuovo Parlamento Europeo e la nuova Commissione Europea devono impegnarsi a sviluppare e realizzare un grande piano per il clima – un Green New Deal europeo – equivalente al più ampio programma di trasformazione dell’economia e della società europea dai tempi del Piano Marshall.

Il Green New Deal europeo incorpora una visione di democrazia europea sociale e sostenibile che non separa il problema del clima da quelli della società e che mira a una trasformazione ecologica, sia all’interno che all'esterno dei confini europei, che sia equa, giusta e fondata nella scienza. Il cambiamento climatico richiede un nuovo patto e un nuovo impegno sociale ecologico tra cittadini, imprese e istituzioni. Il sistema Europa deve pensare le sfide ambientali, economiche e sociali in modo connesso e offrire soluzioni che producono benessere sostenibile e distribuito per abbattere le diseguaglianze e che proteggono i cittadini dagli impatti negativi delle trasformazioni.

Clima Europa propone un manifesto di dieci principi e azioni per il futuro dell'Europa:

1. Investimenti per un futuro sicuro e sostenibile

La nuova strategia europea a lungo periodo sul clima deve impegnarsi a raggiungere:

  • zero emissioni nette entro il 2045 per limitare l’incremento della temperatura media globale entro 1,5 gradi
  • la riduzione delle emissioni europee di almeno il 55% al 2030 rispetto al 1990
  • la fuoriuscita dell’Europa dal carbone entro il 2030
  • 100% elettricità pulita entro il 2040
  • un risparmio energetico di almeno il 50% al 2030 dei consumi attuali di tutti gli edifici europei, dei complessi industriali e dei trasporti attraverso massicci investimenti in efficienza energetica. Tutti gli investimenti pubblici in efficienza energetica non dovranno essere contabilizzabili come nuovo debito
  • promuovere con più risorse e iniziative la conoscenza e il dibattito sul clima nelle scuole e nelle università d’Europa

2. Per una finanza ecologica giusta

Attraverso riforme che rimettano la finanza al servizio delle persone e delle imprese e includano:​​​

  • lo stop, entro i prossimi 5 anni, a tutti i sussidi e finanziamenti pubblici europei destinati ai combustibili fossili
  • un piano finanziario che identifichi il volume di investimenti necessario a realizzare il Green New Deal
  • l’obbligo di dichiarare le informazioni legate alla produzione di emissioni, e i loro impatti, di tutte le attività economiche pubbliche e private, attuando le raccomandazioni della Task Force on Climate-related Financial Disclosures del Financial Stability Board
  • l’introduzione di una tassazione socialmente giusta e sostenibile della CO2, integrativa al prezzo del mercato europeo delle emissioni, le cui entrate devono essere destinate a (i) un “Fondo per la transizione giusta” che garantisca un’alternativa ai lavoratori affetti dalle trasformazioni tecnologiche, rafforzando le misure di protezione sociale e promuovendo occupazione attraverso la riduzione del cuneo fiscale, e (ii) un “Fondo contro la povertà energetica”, per la riqualificazione energetica delle abitazioni delle famiglie a più basso reddito

3. Promuovere un’economia circolare

  • cambiando i modelli di produzione e di consumo lineari, basati sull’alto consumo di risorse e di energia, promuovendo modelli circolari e che puntano all’utilizzo prolungato, al riuso, all’uso condiviso, al riciclo di prodotti, componenti e materiali tecnici e alla gestione circolare di quelli organici restituendoli ai suoli. Questo cambiamento è necessario non solo per risparmiare e usare in modo più efficiente le risorse ma anche per ridurre i consumi di energia e le emissioni di gas serra
  • le industrie e le infrastrutture dovranno essere pensate in coerenza con i principi dell’economia circolare e degli obiettivi di abbattimento delle emissioni di lungo periodo, investendo in ricerca e sviluppo e supportando la riconversione industriale di aree in declino o dismesse

4. Lasciare i combustibili fossili nel sottosuolo

  • attraverso una moratoria delle nuove licenze di esplorazione e perforazione per la produzione di nuovi combustibili fossili su tutto il territorio europeo entro il 2020

5. Proteggere dagli impatti del clima per una transizione resiliente e giusta

  • mettere l’adattamento al cambiamento climatico, la prevenzione e la resilienza al centro di tutte le politiche comunitarie affidando la responsabilità politica della gestione del rischio climatico al Primo vicepresidente e l’implementazione al Segretariato generale della Commissione Europea per garantire un sufficiente mandato politico e l’integrazione a tutti i livelli
  • supportare lo sviluppo, di concerto con tutte le forze sociali, economiche, locali, regionali e nazionali, di piani di protezione sociale per le comunità e i lavoratori più affetti e vulnerabili al cambiamento tecnologico e l’evoluzione industriale

6. Garantire una mobilità urbana sostenibile e sicura per tutti

  • stop alla vendita di veicoli a diesel e benzina entro il 2035
  • incentivi alla mobilità elettrica, pubblica e privata, e alla costruzione del parco infrastrutturale di ricarica, promuovendo l’aumento delle chiusure e le limitazioni al traffico urbano e l’aumento della mobilità pedonale e ciclabile, nonché del trasporto condiviso e quello pubblico con mezzi ecologici

7. Garantire aria pulita a tutti

  • raggiungere entro il 2030 in tutte le città europee livelli di inquinamento atmosferico in linea con i limiti dell'Organizzazione Mondiale della Sanità attraverso la decarbonizzazione dei trasporti, del riscaldamento e dell’industria
  • 100 città europee dovranno essere identificate come laboratori reali di trasformazione e innovazione

8. Ripensare l’agricoltura e l’alimentazione

  • sostenere nella politica agricola comune un maggiore impegno nelle politiche climatiche di mitigazione e di adattamento, che vedono prioritarie la gestione sostenibile delle risorse idriche, la tutela e il recupero di suoli e della biodiversità
  • promuovere una dieta più bilanciata e sostenibile per ridurre le emissioni, il forte impatto idrico della produzione alimentare e salvaguardare gli ecosistemi terrestri e marini

9. Liberare i mari e gli oceani dalle plastiche

L’inquinamento dei mari e degli oceani è un’emergenza globale che va affrontata con misure più adeguate e impegnative:

  • le microplastiche presenti in diversi prodotti e plastiche monouso devono essere eliminate e sostituite con prodotti biodegradabili
  • gli abbandoni e gli smaltimenti illeciti di rifiuti e di plastiche che finiscono nei fiumi e nei mari devono essere combattuti più decisamente, sanzionati e contrastati con campagne di informazione ed educazione ambientale più efficaci
  • la raccolta e i riciclo dei rifiuti di plastica vanno incrementati puntando all’80% dell’immesso al consumo entro il 2030. Servono iniziative per intercettare, raccogliere e avviare al riciclo le plastiche alle foci dei fiumi e per raccogliere quelle raccoglibili nei mari anche facilitando e incentivando la collaborazione dei pescatori in queste raccolte

10. Una nuova politica estera che mette l’attuazione dell’Accordo di Parigi al centro delle relazioni internazionali

  • dal commercio alla cooperazione e sviluppo alla sicurezza globale, abbiamo bisogno di una diplomazia europea più forte e organizzata che supporti tutti i paesi, dai grandi emettitori come Cina e India ai produttori di combustibili fossili e ai paesi più vulnerabili, ad aumentare l’azione per il clima e a gestire in modo efficace e giusto il movimento forzato delle persone e il sorgere di nuovi conflitti o l'aggravarsi di nuovi
  • la diplomazia europea deve continuare a promuovere una riforma delle Nazioni Uniti per attrezzarla a gestire le trasformazioni del cambiamento climatico ripensando il sistema di responsabilità e migliorando la comprensione e la diffusione delle informazioni sugli impatti climatici e i loro rischi per il mantenimento della pace, dei diritti e della sicurezza globale